Può suonare strano ma un recente studio pubblicato sul Wildlife Society Bulletin, basato sull’esperienza maturata nel parco di Yellowstone, dove l’animale, dopo settant’anni di assenza, è stato gradualmente reintrodotto, confermerebbe che il grande predatore avrebbe un ruolo essenziale nel ristabilire l'equilibrio tra le specie che popolano il territorio.
A Yellowstone in appena quindici anni, il suo impatto sulla catena alimentare e sull’andamento dell’intero ecosistema si è reso evidente. Cacciando alci e wapiti (Cervus canadensis, un cervide diffuso in Nord America), i lupi hanno spinto questi grandi erbivori alla fuga; in questo modo i lupi hanno protetto indirettamente piante e alberi che a loro volta hanno protetto il suolo dall’erosione e rinfrescato i fiumi con la propria ombra contribuendo al ritorno dei castori, prima quasi scomparsi da Yellowstone. Da quando il lupo è tornato, la popolazione dei coyote si è ridotta della metà, mentre quella delle lepri da neve è cresciuta. In generale, biodiversità e vita selvatica sono rifiorite. Da qui l’idea di proteggere il lupo per salvaguardare la biodiversità: potrebbe essere una soluzione.
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