mercoledì 31 agosto 2011

SUA ECCELLENZA, IL DOBERMANN




Friedrich Luis Dobermann. È a quest’uomo di  Apolda una cittadina della Turingia che i cinofili di tutto il mondo debbono l’inizio della selezione della razza di cani che ancora oggi porta il suo nome. I dobermann nacquero dal desiderio di Friedrich Louis Dobermann di essere accompagnato nei suoi trasferimenti  da un cane che fosse in grado di difenderlo e di difendere le sue proprietà ma che avesse anche determinate caratteristiche fisiche che gli consegnassero agilità ed eleganza. Grazie ad un lavoro di incroci le cui tracce si perdono nel tempo Dobermann riuscì a creare i primi soggetti della nuova razza, ancora piuttosto lontani come morfologia, ma già con le caratteristiche di temperamento e di indole tipiche dei soggetti moderni.
La fissazione dei caratteri del dobermann e la creazione del  Dobermann-Pinscher Club, avvenuta nel 1889  fu merito di un con­cittadino del Signor Dobermann , Otto Goller, impie­gato alla posta e distillatore di liquori. Dieci anni più tardi, nel 1898, quando Goller era già divenuto uno dei primi allevatori della razza, il Dobermann venne riconosciuto ufficialmente. Inizia da qui la lunga carriera di questo cane, talmente ricca di successi che la razza venne presto esportata quasi in tutto il mondo.. Per quanto riguarda i tipi di cani utilizzati per arrivare all'odierno Dobermann ci sono diverse tesi e nessuna di queste accettate unanimemente, ma di sicuro tre razze fanno parte del patrimonio genetico del Dobermann :
.  il Pastore della Beauce, detto anche Beaucerons ;
. I Pinscher grigi, i cosiddetti "cani da macellaio" (dai quali proverrebbe anche il Rot-tweiler;
. il Greyhound .
Quest'ultima ha sicuramente contribuito a dare eleganza , aumentarne la taglia ed anche a migliorarne il carattere. I Dobermann furono portati in esposizione per la prima volta 1887 ad Erfurt. Durante i due conflitti mondiali il Do­bermann si fece onore come ausiliario dell'uomo con com­piti, oltre che di difesa e di guardia, anche di portaordini; avvicinandoci ai nostri giorni è stato impiegato anche nelle giungle del Vietnam dai marine statunitensi.
Oggi grazie ad una duttilità di ca­rattere straordinaria, unita a un'indiscutibile eleganza di forme e a un'agilità straordi­naria (pare che sia uno dei cani più veloci dopo i Levrieri), il Dobermann viene utilizzato nelle più disparate attività utili all'uomo (dalla protezione civile, alla prevenzione del crimine, alla Pet Therapy). Cane da guardia e da difesa per antonomasia, il Dobermann sa unire dei livelli medi di temperamento, aggressività, tempra e soglia di reazione ad alti livelli di istinto di dife­sa, coraggio e combattività. Questo fa sì che risulti un cane estremamente sicuro di sé, equilibrato, capace di sca­tenarsi a difesa del padrone e dei suoi beni quando sia necessario e in modo effica­cissimo. Il Dobermann è insomma un cane potenzial­mente tanto giocherellone e allegro quanto determinato contro i malintenzionati che possono mettere a repenta­glio la sicurezza della sua famiglia umana.
Per queste sue doti caratteriali chi decide di vivere con questo cane deve tenere conto che nei suoi confronti occorrono molto equi­librio, polso fermo e soprat­tutto una giusta mentalità. Vedere nel nostro amico a quattro zampe una rivincita sulle nostre insicurezze pro­duce facilmente soggetti eccessivamente aggressivi. Bisogna poi tenere conto del giusto grado di socializzazio­ne al quale il cane dovrebbe abituarsi fin da cucciolo. Il Dobermann è stato infatti creato per stare a contatto con l'uomo: confinarlo in un giardino da solo, escluderlo dalla vita di famiglia e da sti­moli di tipo sociale, limitando il suo movimento magari alle sole passeggiatine igieniche, fa sì che questo cane si intri­stisca o insorgano in lui delle nevrosi. Si dice che per difendere la famiglia occorre che il Dobermann viva all'interno di questa. Anche se può apparire banale è pro­prio così. In più, solo vivendo con questo cane potremo godere a pieno di tutte le qualità che, dai tempi della sua "creazione" a oggi, affa­scinano i cinofili di tutto il mondo.

LO STANDARD
ASPETTO GENERALE
Il Dobermann è di taglia media, robusto e muscoloso. Grazie alle linee eleganti del suo corpo, al suo portamento fiero, al suo carattere pieno di temperamento ed al suo sguardo dall’espressione decisa, esso corrisponde alla figura ideale del cane.
IMPORTANTI MISURE E PROPORZIONI
Il tronco del Dobermann, soprattutto del maschio, è in sostanza inscrittibile in un quadrato. Nel maschio la lunghezza del tronco (misurata dalla punta della spalla alla punta della natica), non deve superare più del 5% l’altezza al garrese; nella femmina tale lunghezza non deve superare più del 10% l’altezza al garrese.
COMPORTAMENTO E CARATTERE
Il Dobermann deve essere fondamentalmente socievole e pacifico; in famiglia è molto affettuoso e molto legato ai bambini. Nel Dobermann si ricerca un temperamento medio, un’aggressività media ed una soglia di reazione media. Il Dobermann è facile da addestrare ed entusiasta del lavoro e contemporaneamente deve essere deciso, coraggioso e dimostrare un carattere forte. Poiché il Dobermann è un cane molto attento a tutto ciò che avviene intorno a lui ed ha una reazione adeguata alle circostanze,si apprezza che sia molto sicuro di sé e coraggioso.
TESTA
Il cranio è forte e in armonia con l’insieme del cane, visto dall’alto ha la forma di un cono tronco. La linea trasversale dell’occipite, vista di fronte, deve apparire quasi orizzontale, cioè non deve incurvarsi verso le orecchie. Il profilo superiore della canna nasale continua quasi in linea retta verso il cranio per poi scendere verso la nuca formando una leggera convessità. Le arcate sopraccigliari sono ben sviluppate, senza essere troppo prominenti. Il solco mediano del cranio è ancora visibile. L’apofisi occipitale non deve essere troppo evidente. Viste di fronte e dall’alto, le facce laterali del cranio non devono apparire sporgenti (evidenti). Le lievi salienze laterali, determinate dalle arcate zigomatiche e dalla regione masseterina, devono essere in armonia con la lunghezza totale della testa. I muscoli devono essere ben sviluppati
DEPRESSIONE NASO FRONTALE ("STOP")
La depressione naso-frontale deve essere poco sviluppata ma perfettamente percettibile.
FACCIA E MUSO
TARTUFO
Il tartufo è ben sviluppato e largo, con narici ben aperte, esso non deve essere sporgente nel suo insieme. La pigmentazione del tartufo è di colore nero nei soggetti neri, in quelli di colore marrone è di tonalità più chiara in sintonia con il colore del pelo.
MUSO
Il muso deve essere ben proporzionato al cranio e ben sviluppato; il muso è alto e deve essere ben largo anche a livello degli incisivi superiori e inferiori. La commessura labiale deve arrivare fino all’altezza dei molari.

LABBRA
Le labbra devono essere sode, ben stirate, ben aderenti alle mascelle e garantire una perfetta chiusura della bocca. Il pigmento delle labbra deve essere scuro, nei marroni il pigmento ha una tonalità un po’ più chiara.

MASCELLE, DENTATURA E DENTI
Le mascelle devono essere robuste e larghe; gli incisivi chiudono a forbice. La dentatura deve essere di quarantadue denti corrispondenti alla formula dentaria con uno sviluppo normale.
OCCHI
Gli occhi sono di media grandezza, ovali; l’iride è di colore scuro; nei marroni è ammessa una tonalità un po’ più chiara. Le palpebre devono essere ben aderenti alla forma del globo oculare. La rima palpebrale è munita di ciglia.

ORECCHIE
L’orecchio è attaccato alto, tagliato ad una lunghezza proporzionata a quella della testa e portato eretto. Nei Paesi in cui il taglio dell’orecchio è vietato, l’orecchio intero, ai fini del giudizio, ha lo stesso valore di quello tagliato (si ricerca un orecchio di grandezza media il cui bordo anteriore sia ben accostato alla guancia).

COLLO
Il collo è di lunghezza ben proporzionata al corpo ed alla testa; esso è asciutto e ben muscoloso, il suo profilo superiore presenta una elegante convessità. Il portamento del collo è eretto e mostra grande distinzione.
TRONCO GARRESE
Il garrese, soprattutto nei maschi, è molto evidente; la sua altezza e la sua lunghezza determinano l’andamento della linea superiore del dorso che è leggermente ascendente a partire dalla groppa.
DORSO
Il dorso è corto e solido; esso deve avere una lunghezza adeguata ed essere fasciato da muscoli ben sviluppati.

LOMBI
I lombi sono di buona lunghezza e ben ricoperti di muscoli. Nelle femmine i lombi possono essere un po’ più lunghi per consentire un adeguato spazio alle mammelle.

GROPPA
A partire dall’osso sacro in direzione della radice della coda, la groppa è inclinata quasi impercettibilmente. Di aspetto ben arrotondato, il profilo superiore della groppa non deve essere né troppo orizzontale né troppo inclinato. La groppa deve essere di buona larghezza e ricoperta di muscolatura possente.

PETTO E TORACE
L’altezza e la profondità del torace devono essere ben proporzionate all'altezza del garrese ed alla lunghezza del tronco. Le coste sono solo leggermente ricurve, in maniera che l’altezza toracica corrisponda quasi alla metà dell’altezza al garrese. Il petto è di buona larghezza ed è particolarmente sviluppato sul davanti.

LINEA INFERIORE
A partire dall’estremità posteriore dello sterno fino al bacino, il ventre è ben retratto.

CODA
La coda è attaccata alta e tagliata corta in maniera da mantenere visibili due vertebre caudali. Nei Paesi in cui la legge vieta la caudectomia, la coda può essere conservata integra.
ARTI
ARTI ANTERIORI

Nel loro insieme gli arti anteriori, da qualunque lato siano visti, debbono apparire robusti, quasi diritti e perpendicolari al suolo.

SPALLA
La scapola deve essere saldamente aderente al torace e ricoperta di muscoli ben sviluppati da entrambi i lati della spina acromiale; essa sporge in alto rispetto alle apofisi spinose delle vertebre dorsali. La scapola deve essere obliqua, ben orientata all’indietro e formare un angolo di circa 50° con l’orizzontale.

BRACCIO
Il braccio è di buona lunghezza e muscoloso. L’angolo scapolo omerale varia tra i 105° e i 110°.

GOMITI
I gomiti devono essere ben aderenti al costato e non ruotati in fuori.

AVAMBRACCIO
L’avambraccio è forte, diritto e ben ricoperto di muscoli; la sua lunghezza deve essere in armonia con l’insieme del corpo.

CARPO
L’articolazione del carpo è solida.

METACARPO
Il metacarpo deve avere un’ossatura solida. Visti di fronte, i metacarpi seguono la linea verticale dell’avambraccio; visti di profilo, i metacarpi devono apparire alquanto stesi (al massimo 10°.
Piede anteriore
I piedi anteriori sono corti con dita ben chiuse e ben curve verso l’alto(piede di gatto). Le unghie sono corte e nere.
ARTI POSTERIORI
Nel suo insieme, visto da dietro, il Dobermann, data la possente muscolatura del bacino anche e groppa, dà l’impressione di essere largo e arrotondato. I muscoli che vanno dal bacino alla coscia e quelli della gamba evidenziano una larghezza egualmente apprezzabile sia nella regione del cosciale, sia in quella della grassella e della gamba. Gli arti posteriori appaiono robusti, perpendicolari al suolo e paralleli fra loro.

COSCIA
Le cosce sono ben lunghe, larghe, e ben ricoperte di muscoli. L’anca deve avere una buona inclinazione. La coscia forma un angolo di circa 80° rispetto all’orizzonte.

GINOCCHIO
Il femore, la tibia e la rotula formano la robusta articolazione del ginocchio, la cui angolazione è di circa 13
GAMBA
È di media lunghezza, in armonia con la lunghezza del posteriore.

GARRETTI
Mediamente robusti e paralleli fra loro la tibia e il metatarso formano un angolo di circa 140°

METATARSO
Il metatarso è corto e perpendicolare al suolo.

PIEDE POSTERIORE
Come per il piede anteriore, le dita del piede posteriore sono corte, ben chiuse e ben ricurve verso l’alto. Le unghie sono corte e nere.
Andatura
L’andatura è molto importante sia per l’impiego cui il cane è destinato, sia al fine della valutazione morfologica. Il passo è elastico, legante, agile, sciolto e copre molto terreno l’arto anteriore fa un ampio balzo in avanti, mentre il posteriore imprime l’impulso necessario all'ampiezza ed elasticità del movimento. Il cane, al trotto, avanza simultaneamente l’arto anteriore da un lato e quello posteriore dall’altro. In movimento, il dorso, i legamenti e le articolazioni sono ben saldi.
PELLE E PELO
La pelle è ben pigmenta e aderisce in maniera perfetta dappertutto.
MANTELLO
Natura del pelo
Il pelo deve essere corto, fitto, liscio, semivitreo, ben aderente e uniformemente distribuito su tutta la superficie del corpo. Non è ammesso il sottopelo.

COLORE DEL PELO
I colori sono nero o marrone scuro con focature rosso ruggine ben marcate e nettamente delimitate. Le focature si trovano sul muso; come macchie sulle guance, sulle sopracciglia, sulla gola e sul petto (due macchie) sui metacarpi e sui metatarsi, sui piedi, sulle facce interne delle cosce, sul cercine anale e sulla protuberanza ischiatica DIMENSIONI e PESO
TAGLIA

Maschi da 68 a 72 cm., femmine da 63 a 68 cm. Per entrambi i sessi la taglia ideale è quella media.
PESO IDEALE
Maschi da 40 a 45 chili, femmine da 32 a 35 chili

DIFETTI
Qualsiasi variazione in rapporto allo standard deve essere considerata difetto che è penalizzato secondo la gravità.

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